Una storia di famiglia

Dopo 98 anni anche lui, il soldato Francesco Giampietri, ha avuto diritto alle cose più ovvie che spettino a un defunto: una visita di un caro e una preghiera. Era morto in prigionia, di fame, cibandosi esclusivamente di radici. O di ciò che trovava. Mancava solo Francesco all’appello. Degli altri tre fratelli scomparsi nel corso della Grande Guerra – Ettore, Anastasio e Umberto – si sapeva praticamente tutto. Nonostante in famiglia se ne fosse sempre parlato pochissimo. “Perché era stato tanto il dolore che si preferiva evitare di trattare l’argomento”. Un dolore che il cuore di Luigi, il padre dei quattro fratelli scomparsi, non sopportò. Morì nel 1920, poco dopo la fine del conflitto. Delle vicissitudini di Francesco, invece, si conosceva poco. Alla fine, grazie alla volontà e all’impegno di Ettore, mio papà, che del proprio nonno porta il nome, tutte le vicende di questi quattro ragazzi, che vivevano a Fondo Oca (località tra Botteghe e Capriolo) sono state riportate alla luce. L’ultimo dei fratelli, Artemio, il più giovane, fu l’unico sopravvissuto alla trincea. Grazie alla bontà di un comandante che, vedendo i quattro nastri neri cuciti sulla manica della divisa a ricordo dei lutti subiti, lo trasferì dalla prima linea alle retrovie: “La tua famiglia – gli disse – ha pagato un prezzo troppo alto, almeno tu dovrai fare ritorno a casa: sano e salvo”. E così accadde.
Il primo a cadere fu Ettore. Morì il 28 agosto del 1915 dopo essersi ammalato di tifo. La moglie Vivetta rimase sola a prendersi cura dei figli Alfredo e Olga. Umberto scomparve qualche mese dopo. Le sue spoglie riposano al sacrario militare di Vicenza. Anche lui aveva una moglie, Paolina, e due figli: Adolfo e Rosina. Le sue rassicuranti lettere giunsero alla consorte fino a pochi giorni prima della morte. Il 28 agosto 1916 morì Anastasio Giampietri a seguito delle ferite riportate in battaglia. Di Francesco, per anni, non si è saputo nulla. Dove fossero le sue spoglie, quali le cause della sua scomparsa. Ricerche, indagini e la scoperta: Francesco, l’ultimo dei fratelli morti nel conflitto, è sepolto al cimitero di Graz (Austria). Mio papà e mia mamma ci sono andati. Hanno visto la croce di pietra con la targa nera che lo ricorda. Gli hanno dedicato una preghiera. A quasi un secolo dalla sua morte. Una cosa che può sembrare ovvia. Ma che non sempre lo è.
Ai quattro fratelli sarà con ogni probabilità dedicata una via ad Albinea. Già in passato ai fratelli Giampietri è stata dedicato qualcosa: nel febbraio 1932 il podestà Bottazzi, rispondendo a una richiesta del Ministero dell’Educazione Nazionale, forniva queste notizie: “Alcuni anni or sono, questa Amministrazione Comunale fece acquisto di oltre un centinaio di volumi, istituendo una piccola biblioteca circolante a scopo istruttivo a ricordo di fratelli Giampietri morti nella grande guerra” (notizia tratta da Barazzoni e Boccolari, “Albinea, la gente, gli anni, gli eventi” (pagg. 129-130) libro edito dall’Amministrazione Comunale di Albinea).croce-giampi


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