Colpo glosso al bal del dlago losso: pro e contro

Lamentarsi con una barista cinese e dirle che il “cappuccino è troppo scuro” è una sorta di condanna a morte per la sua impiantistica vocale. In un labirinto di erre di questa portata quale mai potrà essere la risposta? Si sa, via: “Come tloppo sculo? Cosa vuole dile?”. Tanti bar ormai sono gestiti da persone provenienti dalla terra della Grande Muraglia. Sia in città che in paesi e paesini su e giù per la provincia. Piacciono? Non piacciono? Ecco intanto un rapido manuale su pro e contro dei locali dagli occhi a mandorla.

Pro

1- In qualsiasi locale tu vada, ti sembrerà sempre di essere nel bar sotto casa. Per te, chi sta al di là del bancone, che tu sia in circonvalla o ai piedi del Cusna, il/la barista sarà sempre lo stesso/a: un incrocio tra Marrabbio di Kiss Me Licia e l’amico bassino con gli occhiali di Patty, quella che da vent’anni ci prova con Holly e lui quasi mai se l’è filata (sì, lo so che sono giapponesi ma per noi reggiani, sbrigativamente, “in tot cumpaign”).
2- Puoi passare ore in un bar gestito da personale cinese e, se nasano che non sei proprio dell’umore giusto, le uniche parole che usciranno dalle loro labbra saranno: “Buongiolno” quando entri, “unoequalanta” quando paghi il cappuccino e “glazie” quando decidi di andare.
3- Se nel corso della nottata tra il 25 e il 26 dicembre, tra le quattro e le cinque, ti rivolti nel letto come una cotoletta nell’impanatura, sai che puoi contare sempre sul fidato bar. Il cotechino coi fagioli corona e i 4 piatti di cappelletti in brodo (“no magne poch, se e no na tundeina…” la classica scusa del marito over 70 che prova a raccontarla alla moglie) ha innestato in te un auto-fumento così poderoso che l’aria ti esce dalla bocca e ti rientra dal naso, facendoti perdere bruscamente il sonno? Insomma, ti serve un digestivo tipo ‘Idraulico Liquido’? Nessun problema, il locale è aperto. Sempre e comunque.
4- Sono sempre gentili. E la cosa ci sorprende perché ormai non siamo più abituati. Il mio storico barista, l’altro giorno, era in procinto di attraversare la strada sulle strisce in piazza. Mi sono fermato e gli ho fatto segno di passare. Mi ha guardato, si è portato la mano destra all’altezza della tempia e, come se nulla fosse, mi ha dato del mica normale.

Contro

1- E’ lunedì mattina e sei carico come una molla perché la tua squadra del cuore ha liquidato con un secco 3-0 gli acerrimi nemici nel posticipo della sera prima. Insomma è il classico giorno dell”<oggialbarpiglioperilculoancheleseggiole>. Vai nel locale carico come una molla. Ma l’idillio dura pochi attimi. Entri, infatti, e vedi che la Gazzetta dello Sport è, come capita nella maggior parte delle volte, mestamente ripiegata in un angolo. Oppure, come succede nei tradizionali bar, attorno al lettore di turno non c’è il consueto plotone d’avvoltoi pronto alla picchiata sulla carcassa. Plotone che marcia a passo militare e che si prodiga in finte sceneggiate a suon di colpi di tosse o sbuffi per inviare al lettore del momento messaggi mica tanto in codice: “Cazzo, la vuoi imparare a memoria o la fai leggere anche agli altri? Stronzo”. Nessuno urla. Nessuno che si infervori per quell’arbitro che “sal casseva fora agniva tota netra partida”. Al bar dagli occhi a mandorla di pallone non si parla. Quasi mai. Può accadere che scappi una battuta sul Guangzhou, unica squadra oltre Urali di cui sei a conoscenza perché ci allena Lippi e ci giocano Diamanti e Gilardino. Le altre di cui hai sentito parlare sono il Jubilo Iwata perché c’è stato Schillaci, la New Team di Benji Price, la Mappet di Mark Lenders e la Mambo del cardiopatico Julian Ross.
2- Non puoi ordinare un succo d’arancia e un cornetto alla marmellata di albicocca perché ti sentirai rispondere “succoalanciaecolnettoabicocca” e, dopo quell’attacco sfoderato a colpi di elle, entrerai in uno stato catatonico da cui non ti riprenderai. Dell’erbazzone non puoi chiedere “il pezzo grande” perché è come se stessi facendo una visita andrologica e la cosa potrebbe rattristarti.
3- Non puoi nominare la parola ferie, vocabolo di cui non sono a conoscenza e di cui non comprendono il significato nonostante i tuoi innumerevoli tentativi di fornire una spiegazione.

Nota a margine: spero che nessun barista proveniente dalla Cina se la prenda; sono un fedele cliente di un locale, sono molto professionali e mi trovo benissimo.
Bis-nota a margine: ogni riferimento a fatti e persone è pulamente casuale… (la elle no…)


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