Luca, da interprete a calciatore professionista

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Fuggono anche i piedi. Eh già. Perché la storia del 26enne reggiano Luca Marzano ha dell’incredibile. Una storia di un autentico giramondo: prima per studio, poi per lavoro. Una storia di un “giramondo” pure per quanto concerne lo sport: atletica leggera da ragazzino, football americano da adolescente. Infine calciatore professionista. Dove? In Polonia, nel Wks Wawel, team della IV Liga: “Anche se il 90% delle partite le gioco col club affiliato Ks Garbania che milita in II Liga, l’equivalente della serie C1 italiana” dice il reggiano.

Marzano ci può spiegare come ha fatto a ritrovarsi in serie C in Polonia?

Per un puro e semplice colpo di fortuna”.

Si spieghi.

Durante gli Europei dello scorso anno lavoravo a Casa Azzurri. E così, tra una partita e l’altra, tra addetti ai lavori e giocatori delle squadre di Cracovia, mi è arrivata la proposta di fare un provino. Ho accettato e, insomma, eccomi qui (ride, ndc)”.

E’ professionista?

Assolutamente sì”.

La stagione come procede?

Col Wawel siamo attualmente settimi. Col Garbania, invece, le cose non vanno benissimo: occupiamo gli ultimi posti della classifica. Ma è un anno di transizione, con tanti cambiamenti avvenuti la scorsa estate”.

In passato ha praticato l’atletica leggera e il football americano. Adesso fa il calciatore. Ci dice come ha fatto?

Anche da bambino giocavo a calcio ed ero velocissimo. Una dote che mi ha permesso di ottenere buoni risultati nell’atletica prima, nel football poi. In campo, magari, non sono tra i più tecnici. Però sono sempre tra i più scattanti e gli avversari difficilmente mi prendono”.

Ci sono altri italiani che giocano in Polonia?

No, direi proprio di no. Forse nelle serie minori, ma tra i professionisti credo proprio di essere l’unico”.

Come è il livello?

Abbastanza buono. Anche se, certamente, non è come in Italia”.

Da quanto vive a Cracovia?

Da quattro anni. Ho frequentato l’università Jagellonica e mi laureerò a marzo in lingue straniere. Un percorso di studi che avevo iniziato a Bologna. Prima di trasferirmi qui, sono stato un mese a Tokyo per perfezionare la conoscenza del giapponese. Insomma, un vero giramondo (ride, ndc)”.

Le manca Reggio?

Mi mancano gli amici e la famiglia. Tutto il resto assolutamente no”.

Si sta bene in Polonia?

Sì, molto. E’ un paese cosmopolita e in forte crescita economica. Ogni anno attira molti stranieri: per studio o per motivi di lavoro. Logico che il clima non sia come in Italia. Però non mi posso proprio lamentare”.

Ha lavorato a Casa Azzurri in occasione degli Europei 2012: che esperienza è stata?

Bellissima. Lavoravo come mediatore linguistico, traducevo in tempo reale, per il responsabile di Casa Azzurri: avevamo il compito di visionare le abitazioni dove gli addetti ai lavori sarebbero stati ospitati. Con i calciatori e le famiglie uscivamo invece per visitare Cracovia o andare in qualche ristorante. Ma non capitava di frequente. Posso dirle una cosa?”

Prego.

L’ambiente era tranquillissimo e tutti i calciatori erano davvero squisiti. Nessuno si sentiva una star. Anzi. E’ stato un mese meraviglioso”.

I suoi famigliari cosa le dicono?

Sono contenti. Per loro l’importante è che io stia bene”.

Torna a Reggio?

Ogni tanto sì. Per salutare famiglia e amici”.

 


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