“Antonio Ferrante ehhh ehhh… ohhh ohhh”

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Il Bellarosa vola in Seconda. E lo fa grazie anche ai gol (4 reti in due match giocati) di bomber Antonio Ferrante, 20 anni, la scorsa stagione 10 presenze in D con la maglia del Foggia, la squadra della sua città. Prima, per lui, due anni nel settore giovanile del Torino e due presenze – e un gol – in C2 col Manfredonia.

Ferrante, lo scorso anno ha calcato il manto verde della “Zaccheria”. Come mai è arrivato al Bellarosa?

“Per una serie di coincidenze fisiche e burocratiche. A Foggia facevo l’under e ho avuto una stagione tormentata da qualche infortunio di troppo. I rossoneri, a fine stagione, non mi hanno riconfermato. Qualche intoppo e sono rimasto senza squadra fino a fine agosto. Così ho deciso di venire a Reggio a trovare mio fratello e mio nipotino. Un cognato di mio fratello gioca negli amatori del Bellarosa: volevo allenarmi e, insomma, eccomi qui”.

Si trova bene con i gialloneri?

“Mi sono integrato subito, c’è un gruppo stupendo e sto davvero bene. Compagni e società mi hanno accolto perfettamente e io ho deciso di rimanere qui, almeno fino a dicembre. Dopo si vedrà. Intanto c’è già qualcuno della squadra che si è proposto di pagarmi l’ingaggio fino a fine stagione (ride, ndc)”.

Vorrebbe tornare in serie D?

“L’ambizione c’è, anche se non è semplice. Sono giovane ma, allo stesso tempo, non così giovane. E’ indispensabile trovare persone e società giuste”.

Siete primi a punteggio pieno e lei, in appena due gare, ha già messo a segno 4 reti. Si immaginava un avvio così?

“Sinceramente no. Con l’Albinea ho fatto di tutto per esserci. Era un derby e partite così mi sono sempre piaciute. Nel primo tempo ho faticato tanto, la ripresa per fortuna è andata meglio e sono riuscito a realizzare due gol. Anche domenica a Montecavolo non è stato facile. In Seconda viene prima l’agonismo, vince chi lotta di più. Non mi aspettavo un bottino così ricco. Sono veloce, cerco di sfruttare questa caratteristica. Ma bisogna sempre avere la testa sulle spalle perché comunque, anche se siamo in Seconda, il livello è buono”.

Ricordi di Foggia e dello ‘Zaccheria’?

“Da foggiano, giocare lì, è stato incredibile, un sogno che si è realizzato. Salire i gradini, affacciarsi sul campo dove il Foggia di Zeman insegnava calcio, i cori dei tifosi: avevo i brividi, un’emozione indescrivibile”.    


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