Quanto “Costa” il Pepe…

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Sette anni e un po’. Tanto è durato. Un record? In un certo senso sì. E’ stato l’ultimo a ipnotizzarlo. Perché da lì in poi, dagli undici metri, non ne ha più sbagliato uno. “Costa” e il “Pepe”. Al resto ha pensato SuperMario. Dunque, scritte così, parrebbero frasi senza senso. E invece.
Corre l’anno 2006, “Costa”, all’anagrafe Costantino Marini, nato nel 1989, è il portiere degli Allievi Nazionali della Reggiana. E’ una domenica come tante e c’è la sfida col Lumezzane. Dall’altra parte ci sono proprio tutti, anche quel gran talento. In tanti lo citano: ha la pelle nera, la parlata bresciana e per moltissimi è l’astro nascente del calcio giovanile italiano. Si chiama Mario Balotelli. La partita corre via. E il numero nove, colui che poi sarebbe diventato SuperMario, fa impazzire la retroguardia granata. Tra una giocata e l’altra, un dribbling e una finta, si presenta tre volte dal dischetto. L’arbitro fischia. Balo va. Destro potente: alto. Non passa moltissimo. Altro rigore. Sempre Balotelli. Destro preciso, Marini prima ammorbidisce il bolide poi lo blocca. Fin qui nulla di strano. Il problema è che, da lì in avanti, TurboMario di rigori non ne ha più falliti. A partire dal terzo penalty, proprio in quella stessa sfida.
San Siro, domenica 22 settembre 2013. Sono passati oltre sette anni da quel match tra Allievi. Britos, in maglia partenopea, aggancia Balotelli in piena area. Banti non ha dubbi e fischia.
“Che faccia 22?” si domanda il tifoso che non schioda lo sguardo dalla tv del bar. 22? Sì esatto. 21 rigori SuperMario li ha già segnati. Uno dopo l’altro. Con la maglia del City, del Milan e della Nazionale. Pepe Reina lo aspetta. Beve un sorso dalla borraccia. Prende tempo. Il fischio. La rincorsa. La parata. Il telefono. “Domenica sera non ho visto il match – racconta Marini al quotidiano Il Mattino – ma ad un certo punto sono iniziati ad arrivarmi molti messaggi da tante persone. Il primo è stato mio fratello: guarda che Pepe ti ha rubato il record. Prima o poi doveva accadere. Mi fa piacere sia stato Reina, io tifo Napoli”. Marini ora si divide tra terreno di gioco, lavoro e università. L’avventura calcistica di colui che per ultimo aveva ipnotizzato SuperMario è proseguita nei dilettanti. Tra serie D, Eccellenza e Promozione. Poi un grave infortunio, il ginocchio che fa crac. E, dopo quasi un’intera stagione ai box, la scelta di ripartire dalla Seconda Categoria. Costantino Marini, la scorsa domenica, ha difeso i pali dell’Us Albinea nel derby perso col Bellarosa. Lui ne ha parlato pochissimo ma tra i suoi nuovi compagni di squadra la notizia si era immediatamente diffusa. “Sai che Costa ha parato l’ultimo rigore sbagliato da Balotelli?” si domandavano un po’ sorpresi. Sono passati sette anni. Anzi, qualcosa in più. C’era “Costa”, adesso c’è Pepe. Al resto ha pensato SuperMario.


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