W il football

Immagine

Giocava centrale difensivo. Poi, tre anni fa, la scelta di cambiare pallone e porte. Insomma, di provare con un altro sport. In così poco tempo si è ritrovato tre volte campione d’Italia, con la maglia azzurra sulle spalle agli Europei di football americano a Milano e, soprattutto, vice-campione d’Europa. E’ la storia di Luca Fontanili, 23 anni, che vive a Quattro Castella e studia per diventare ingegnere informatico: «Sono al quinto anno, il traguardo è vicino».

Luca, come hai iniziato a giocare a football americano?

«Ho giocato a calcio per 11 anni nel Quattro Castella. Poi, tre anni fa, il mio vicino di casa mi ha convinto a tentare. Ho fatto un provino, l’ho superato e mi sono ritrovato nell’Under 21 dei Panthers Parma».

In che ruolo?

«Sono defensive line, gioco in difesa».

E quando eri calciatore?

«Facevo lo stopper. Diciamo che difendevo nel calcio e difendo nel football: non è cambiato molto (ride, ndc)».

Cosa ti affascina del football americano?

«Come sport di squadra è fantastico. C’è un gruppo bellissimo, mi piacciono fisicità ed esplosività».

Nella vita, oltre al football, cosa fai?

«Sono al quinto anno di ingegneria informatica. Il traguardo della laurea ormai dovrebbe essere vicino».

E con la Nazionale?

«La prima convocazione è dello scorso giugno ed è stata una soddisfazione enorme. Sinceramente, quando ho iniziato a giocare a football americano, mai avrei pensato di arrivare a questo punto. La mia massima aspirazione era indossare la casacca della squadra senior dei Panthers dopo un paio di campionati giovanili. In realtà è stato un susseguirsi davvero inaspettato di successi».

Europei a Milano. Avversari del calibro di Gran Bretagna, Spagna, Danimarca, Serbia e Repubblica Ceca: come è andata?

«E’ andata bene, è stata una bellissima esperienza. In squadra eravamo in 45, tutti pronti a dare il massimo. Si è formato un gran gruppo, unitissimo. Siamo arrivati secondi, in finale la Danimarca ci ha battuto 49-29. Peccato per il risultato, ma l’avventura resta indimenticabile».

Emozionato?

«Abbastanza. Non è che capiti spesso di giocare con 3500/4000 persone sugli spalti. Ma è stato stupendo».

Quando hai scelto il football cosa ti hanno detto i tuoi genitori?

«Erano preoccupati per eventuali infortuni. Adesso invece mi seguono sempre, una volta sono venuti vedermi giocare addirittura a Bolzano. Sono i miei primi tifosi, insieme alla mia ragazza e ai miei amici».

 


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...