La Furia che prestò i piedi al Fenomeno

“Te la ricordiImmagine

la Furia della Bassa?”. Due avventori se lo domandano. Chiacchierano di pallone seduti al tavolino di un bar. E da lì inizia un viaggio a ritroso, alla seconda metà degli anni ‘90. Un viaggio nel calcio. Tra don Camillo e Peppone. Tra Roberto Baggio e Ronaldo. Altri tempi. Quelli del Brescello delle meraviglie. E di una squadra di un piccolo paese ritrovatasi tra i professionisti. Doppia promozione dai Dilettanti alla C1, tra 1993 e 1995. In terza serie per sei stagioni, dal 1995 al 2001, serie B sfiorata nel 2000 e Juventus stoppata al “Giglio” (1-1) nei 16esimi di finale della Coppa Italia 1997/98. I celebri personaggi di Guareschi impressi sulla maglia. La squadra di Bertolotti, Franzini e Quintavalla (tanto per citarne alcuni); la squadra della Furia della Bassa. Sì, proprio lui: la Furia. All’anagrafe, Corrado Oldoni. Ala destra tutto dribbling e velocità. Gambe da trampoliere e un’incredibile somiglianza a Roberto Baggio: “Ho lo stesso taglio di capelli ma purtroppo non i suoi piedi” diceva in quegli anni il numero 7 gialloblù. Non avrà avuto i piedi del Divin Codino; di certo per un po’ li “prestò” a Ronaldo, il Fenomeno.
Bergamo, marzo 2013. Il telefono squilla.”Pronto”. Oldoni risponde mentre è al lavoro nella piccola officina di carpenteria che gestisce assieme a moglie e cognato. “Il Brescello? – racconta l’ex gialloblù – Stagioni meravigliose. Ho solo ricordi positivi. A quei ragazzi sono rimasto legatissimo; tanto che, anche in questi ultimi anni, abbiamo disputato assieme diverse gare negli amatori. Il ricordo più bello? Forse quando ci siamo salvati il primo anno in C1 allo spareggio con la Massese. Siglai il gol decisivo. In quella compagine c’era gente che dava del tu al pallone. Non so se possa essere definito il Brescello dei miracoli. Diciamo che eravamo un po’ come il Chievo di oggi: una società seria, con obiettivi precisi e scelte sempre ponderate. E un presidente come Amadei: un signore in tutto, che non ci faceva mancare nulla e ci considerava come figli. Insomma noi scendevamo in campo, ma alle spalle avevamo un’organizzazione societaria eccezionale”.

CODINO alla Baggio. Piedi, come si diceva, “noleggiati” a Ronaldo. Era il 1997. “Il Brescello – evidenzia Oldoni – aveva come sponsor tecnico la Nike e ci utilizzarono per i test. Avevano fabbricato una scarpa nuova che i big del calcio, se le prove fossero andate bene, avrebbero poi calzato ai Mondiali di Francia. E tra queste star c’era anche Ronaldo, all’epoca il numero uno. Quelle scarpe erano davvero comode, realizzate con materiali all’avanguardia. I miei compagni non le usavano sempre, io invece sì. Erano leggerissime anche se, qualche volta, si rompevano. Di frequente facevamo relazioni su quei nuovi prodotti. I giornali in quel periodo mi contattarono diverse volte. Addirittura, per la storia delle scarpette, ero stato definito “Cenerentola” (ride, ndr)”. Oldoni, oggi, oltre al lavoro nella carpenteria, è allenatore nei dilettanti. “Dopo aver chiuso coi professionisti, ho proseguito a giocare in Eccellenza e Serie D. Poi, quasi per caso, ho iniziato come tecnico all’Aurora Seriate in Prima Categoria. In due anni abbiamo conquistato una doppia promozione. Nelle stagioni successive ho allenato il Chiari e l’Us Calcio Colognese. Esperienza, quest’ultima, che si è chiusa qualche giorno fa. Non c’erano più le condizioni per proseguire”. Un po’ Brescello e un po’ Bergamo. È la storia della Furia della Bassa, l’ala che prestò i piedi al Fenomeno.


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